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Blood & Soul
Data: 6/10/2003

Il gruppo Blood&Soul è composto da due mc's provenienti dalla provincia di Torino: Lilys (Elisa), 21 anni di Moncalieri, e SusaMan (Mauro), 22 anni di Susa.

BLOOD&SOUL
Di Ciobin

Il gruppo Blood&Soul è composto da due mc's provenienti dalla provincia di Torino: Lilys (Elisa), 21 anni di Moncalieri, e SusaMan (Mauro), 22 anni di Susa.
LILYS: Ci siamo incontrati al Teatro Regio di Torino, luogo di aggregazione storico per l'Hip Hop in Italia, nel 2001. Io all'epoca ero impegnata nella Free Belch Krew, una formazione interamente al femminile...
SUSAMAN: io invece venivo da alcune esperienze piuttosto deludenti e poco fruttuose presso alcune crew della Val di Susa. L'anno successivo, nel 2002, ho registrato un promo da solista, con strumentali prodotte da dj Rex: in uno dei tre brani, intitolato "Sciala la Tecnica", compariva una featuring di Lilys
LILYS: Non è passato molto tempo prima che io uscissi definitivamente dal progetto Free Belch, che si è sciolto pochi mesi dopo. Nel frattempo, SusaMan mi ha proposto di estendere quella che era nata come una collaborazione occasionale ed ecco nascere Blood&Soul.
SUSAMAN: Il nome del gruppo simboleggia molto bene il rapporto di amicizia che ci lega: le nostre personalità si completano a vicenda, come sangue e anima, intesi come fisicità e spiritualità, elemento maschile ed elemento femminile, yin e yang... ed io credo che ciò si possa dire anche delle nostre voci e dei nostri diversi stili nel rappare. La parola Soul, poi, allude alla musica nera che è la nostra eterna fonte di ispirazione.
LILYS: Quest'anno l'abbiamo passato a lavorare al nostro album, che speriamo di far uscire in autunno e che comprenderà una decina di tracce, quasi tutte registrate e mixate al Make Noize studio di dj Rex, che ha prodotto anche alcune delle strumentali. Le altre basi sono di Bbito (Venezia) e di Mastafive (Torino), produttore dei Gate Keepaz. Abbiamo voluto realizzare un lavoro variegato, infatti vi sono molte collaborazioni, non solo dal punto di vista strumentale ma anche per quanto riguarda gli mc's e i coristi che cantano con noi. Alcune delle featuring sono delle vere chicche: tanto per citare qualcuno ricordiamo Kiffa, premiato al Check da Rhyme 2001; Malva, vincitore della selezione emergenti al Da Bomb 2003; per quanto riguarda il canto, due bravissimi cantanti funk di Milano e un corista italo-nigeriano con una voce fantastica. Stiamo lavorando per rifinire il disco entro il mese di agosto, dall'autunno in poi speriamo di avere molte occasioni di suonare per portare in giro la nostra musica e vedere se il riscontro da parte del pubblico sarà buono quanto quello di chi finora ha avuto modo di ascoltare il promo dell'album.

CIOBIN: Quello che ho sentito io è un promo, cosa dobbiamo aspettarci dal cd?
L: Sì quello è solo il promo. Te l'ho detto più o meno cosa c'è da aspettarsi: una decina di tracce, tre produttori e varie featuring di cui ti ho anticipato le + succose...

C: E chi saranno i produttori di questo cd in uscita?
L: Sono dj Rex, Bbito (un ragazzo di Venezia) e Mastafive... questo per quanto riguarda le basi... se intendi i finanziatori, bhe, quasi sicuramente sarà autoprodotto come tutti i lavori degli emergenti nel nostro genere...

C: Come vedi l’hip-hop italianao?
L: Il fatto che l'Hip Hop sia passato di moda, dopo un periodo in cui si è verificato un vero e proprio boom, ha eliminato dalla circolazione un bel po' di quei prodotti scadenti e di quei ragazzini che, con i loro atteggiamenti, hanno finito per ridicolizzare l'immagine di questa cultura agli occhi dell'italiano medio, creando l'inevitabile stereotipo del "rappone". Questo però ovviamente ha anche tolto mercato alle jam ed ai prodotti musicali, soprattutto made in Italy. UItimamente c'è un risveglio dell'interesse per la black music nei locali notturni, ma qui i dj spingono generalmente l'rnb americano, non certo il rap italiano. Lo scenario, commercialmente parlando, è ancora piuttosto desolante per gli artisti nostrani. Noi pensiamo che a questo punto chi rimane e spinge la propria musica lo fa - proprio come noi - perché lo sente, per passione, per un'esigenza personale di espressione e comunicazione; gli altri smettono. E' tempo di sperimentare, di ampliare gli orizzonti dal punto di vista squisitamente artistico, lasciando un po' da parte la preoccupazione di vendere: così forse, finalmente, gli mc's abbandoneranno tutti quei ridicoli, logori discorsi sul business e sul farsi i soldi, che in Italia erano comunque fuori luogo anche anni fa, figuriamoci adesso... svecchiare l'immagine dell'Hip Hop e cercare di innovare artisticamente: questo è lo spirito giusto da adottare.

C: Cosa ne pensate dell'uscita di Groove in edicola?
L: Beh che dire... speriamo che sia un buon segno per quanto riguarda una possibile ripresa della scena Hip Hop italiana!

C: Come si può, secondo voi, fare in modo che la scena hip-hop italiana superi la nicchia ed esca allo scoperto verso il grande pubblico?
L: Innanzitutto, come ho già detto prima, non deve essere questo l'obiettivo di partenza. Chi si cimenta con il genere Hip Hop in Italia non dovrebbe partire col pensiero di arrivare al "grande" pubblico e tanto meno alle "grandi" vendite, altrimenti è giocoforza prestarsi ai soliti compromessi con le case discografiche e si finisce per indossare vestiti ridicoli, cantare testi svuotati da ogni contenuto e cimentarsi in orripilanti ballettini. I risultati sono periodicamente sotto gli occhi di qualunque telespettatore delle varie reti musicali italiane e, oltre ad essere molto tristi a vedersi, non possono attivare altro che i soliti circoli viziosi. Mi spiego: un gruppo che fa momentaneamente successo, a prezzo di uno scadimento nella qualità artistica e nell'immagine, perde credibilità e sostegno all'interno della scena, e non per questo attecchisce veramente presso il grande pubblico, che è troppo abituato a vedere i prodotti musicali alternarsi rapidamente in un ciclo di usa-e-getta. Se si vuole innescare un circolo virtuoso, invece, bisogna invece agire all'interno della scena, renderla internamente coesa, con sistemi capillari di comunicazione interna (riviste e siti che comunicano le date di jam e concerti, circuiti di distribuzione per la musica, compile ben fatte che girino effettivamente per tutta la penisola...). Quando gli eventi Hip Hop avranno una buona organizzazione ed un buon afflusso di pubblico, allora sì che saranno maturi per attirare interesse "dall'esterno", di conseguenza arriveranno anche i fondi e le risorse per renderli sempre migliori. E' la via più lunga e faticosa, ma francamente non ne vediamo altre che possano rendere a lungo termine.

C: Voi avete suonato dal vivo?
L: Prima di marzo, prima cioè che io (Lilys) partissi per Londra, abbiamo suonato occasionalmente qua e là per Torino e dintorni, in particolare ricordo una bellissima serata in un SoundTown gremito di gente, e anche mentre io ero all'estero SusaMan ha partecipato a qualche jam... ora che sono tornata aspettiamo di finire l'estate e soprattutto il disco, poi sicuramente suoneremo ovunque ce ne sia data l'opportunità, in Piemonte e fuori.

C: Come vedete la situazione dei live in Italia?
L: Purtroppo un po' grigia, capita spesso di suonare davanti a quattro persone perché le jam ben organizzate e pubblicizzate scarseggiano, ed in ogni caso si tratta quasi sempre di suonare gratis, il che può andare benone nella propria città, ma non quando si devono affrontare spese di viaggio magari ingenti. Quanto ai pub, di solito preferiscono far suonare gruppi che fanno altri generi e soprattutto cover - come se la funzione di avere un gruppo live fosse quella di sostituire il juke box...

C: E delle jam? avete partecipato a qualche jam?
L: I live che ti ho detto prima erano tutti a jam anche se piccole...

C: Capito! e cosa sperate di ottenere col vostro cd in uscita
L: Più che porci obiettivi a priori, vogliamo "tastare il terreno" osservando quale sarà il riscontro da parte della gente.

C: E, così a pelle, che genere di riscontro pensate di ottenere?
L: Come dice la canzone, "Lo scopriremo solo vivendo".

C: Al di là del rap qualcuno di voi è anche writer o breaker?
L: No

C: Come mai ci sono così poche donne che fa rap in italia?
L: E come mai ci sono così poche donne che si dedicano alla scienza? O che si intendono di motori? E potrei andare avanti all'infinito. Al di là dei pregiudizi maschilisti che vorrebbero la donna troppo stupida oppure troppo poco costante per ottenere risultati in certi campi, al di là delle ricerche scientifiche secondo cui l'intelligenza degli uomini e delle donne sarebbe "diversa" nella predisposizione a dedicarsi a diverse attività e materie, io credo che culturalmente le donne, per quanto si siano emancipate negli ultimi 200 anni, siano ancora influenzate a scegliere determinate professioni e determinati interessi. L'Hip Hop è una cultura che, a parte i facili slogan tipo "Peace&Love", ha una forte componente di competizione, di rabbia, di denuncia, talvolta anche di violenza; il fatto stesso di dire "siamo tutti fratelli" allude ad un senso di cameratismo tipico dell'amicizia tra soli maschi. Per questo le donne spesso la osservano, ma raramente partecipano in modo attivo. Eppure, nonostante i modelli d'oltre oceano come i classici rapper circondati da donne-oggetto e le rapper che fanno successo grazie a testi pornografici e costumini succinti, dalla mia esperienza personale posso dire che la discriminazione sessista all'interno dell'ambiente Hip Hop in Italia non è così terribile. Al primo impatto può esserci diffidenza, ma una volta che risulta chiaro che ti sbatti, insomma che non frequenti le jam perché sei la fidanzata di qualcuno o perché sei a caccia di uomini (come vale, bisogna dire, per la maggior parte delle ragazze che bazzicano certi locali), vieni accettata senza problemi, anzi con un po' di curiosità che comunque è positiva. E sempre più ragazze si stanno liberando degli stereotipi dedicandosi ad una o più delle quattro arti.

C: E come la pensate riguardo gli mp3 e internet?
L: Internet è un mezzo dalle potenzialità enormi... per quanto riguarda la questione degli mp3, beh è spinosa.... per artisti emergenti e autoprodotti quali possiamo essere noi è una manna perché permette di far ascoltare qualche brano, a mo' di assaggio, laddove non potremmo arrivare con lo "smazzo" personale dei nostri prodotti. Per gli artisti già un minimo affermati il discorso è diverso: un conto è far girare qualche mp3 promozionale, altro discorso è far uscire un nuovo cd in vendita e vederlo circolare per intero scaricabile gratis su internet tre giorni dopo. D'altra parte, dubito che vendere i cd online, facendoli scaricare ma a pagamento, funzionerebbe: siamo tutti così abituati a scaricarli gratuitamente da considerarlo ormai quasi un diritto inviolabile. A meno che il prezzo fosse veramente competitivo, in questo caso si potrebbe trovare finalmente la soluzione al costo vergognosamente alto dei cd. Ma dubito che le lobbies che traggono i loro guadagni da questi altissimi prezzi (non certo gli artisti, a cui va una percentuale minima, semmai le case discografiche, la Siae, il Governo, insomma tutti coloro che impongono percentuali, tasse e balzelli che vanno a "gonfiare" le tariffe) siano disposti a permettere una simile rivoluzione

C: Quali sono i vostri progetti futuri a parte l'uscita del cd?
L: Suonare spesso in giro, se possibile... ce lo auguriamo ardentemente
Per i saluti seri e dettagliati ci sarà spazio sul cd, altrimenti qui diventa una cosa lunga, ma un pensiero va senz'altro a dj Rex del Make Noize! Studio, che ci supporta e sopporta (la sopportazione è reciproca beninteso!)...

Se volete contattarci - i contatti sono graditi tutti, per commenti, critiche ma soprattutto proposte di occasioni live, che stiamo cercando con particolare interesse in questo periodo... - visitate il nostro sito www.bloodsoul.cjb.net e scriveteci a lilys@iol.it oppure susaman@inwind.it.

 
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