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Intervista ad Aban
Data: 29/10/2008

Nonostante alcune difficoltà siamo riusciti a fare una bella chiaccherata con Aban , poter parlare un pò di lui e del suo nuovo cd "La bella Italia".

La bella Italia, prodotto in maniera indipendente sotto la Sud Est Records è l’ultimo lavoro solista di Aban, dopo 12 anni di gavetta fatta girando tra diverse città italiane, crew e gare di freestyle .

Cisko - Facci un rapido excursus e della tua vita a livello musicale durante gli anni passati tra Lecce, Campobasso, Perugia, sino ai giorni d’oggi.
Aban - Diciamo che parlarne brevemente non e’ semplicissimo.
Ho cominciato a fare freestyle e a dipingere all’eta’ di 16 anni (big up 2 Dha), nella citta’ dove mio padre si era trasferito per lavoro, CB. Quello stesso anno, ho sentito il bisogno di tornare a Lecce, ho salutato la famiglia e me ne sono tornato a casa. Da lì e’ nata la prima crew, la Lupiae Squad.
Eravamo piu’ o meno una decina tra djs e mcs.
E cosi’ abbiamo cominciato a organizzare jam illegali nelle masserie. Nel 2002, entro a far parte come mc del sound system Shotta P e mi trasferisco a Perugia mantendo ovviamente sempre la mia matrice hh.
E’ proprio in quella citta’ che incontro ill Tacco, veterano della scena umbra attivo dall’89 con cui si lega un rapporto strettissimo di amicizia oltre che musicale. Insieme fondiamo il Thug Team e ci mettiamo dopo poco al lavoro sul nostro primo cd “Luci e Ombre”.
Al gruppo dopo l’uscita del disco si uniscono Weld Grira (tunisi) e Brigante che mi raggiunge a Perugia da Lecce. Dopo l’uscita di Luci e Ombre veniamo chiamati a presenziare a molti eventi tra cui il Flava of the Year, in quel momento la rassegna piu’ importante nazionale nell’ambito HH.
Da li’ si stringe un legame con la PMC ed in particolare con Dj Shablo, Riskio, Mazzini Maghreb e Issam che.
La grande occasione arriva con la chiamata al 2 the Beat, prima edizione.
Sara’ che era la prima volta che veniva organizzato, sara’ che ero piu’ giovane ma ricordo che era davvero un ring a livello di sfida. Arrivavo ovviamente come uno sconosciuto per la maggior parte del pubblico, senza neanche poter immaginare che si sarebbe parlato di quelle sfide anche a distanza di 5 anni. Dopo quel periodo presi in gestione assieme a Shotta P e ai Perugia Redskin il mitico locale “TNT”, completamente autogestito e auto costruito.
Oltre alla miriade di eventi ragga internazionali , mi occupavo principalmente di eventi Hip Hop con l’intento di portare in italia artisti d’oltreoceano.
Organizzai i live di Afu-Ra , Slum Village, Grand Agent e ovviamente la maggior parte degli mcs e djs italiani di punta.
(Kaos One, Gopher D, Inoki, Club Dogo, Mazzini Maghreb, Alien Army, Stokka e Buddy, Turi , Dj Shablo, Dj Trix, Dj Skizo ecc.ecc.)Nasce in quel periodo il disco STRATEGIE con la partecipazione in pianta stabile di Brigante e Nizar e i feat di Sud Sound System, Shablo, Marra, Enzo, Fame, Gue, Ily G Riskio, Mehdi, Flavio.
Il disco gira parecchio nell’ambito underground senza una distribuzione e ovviamente un’etichetta vera e propria e ci da’ la possibilità di farci notare nel panorama nazionale collezionando una miriade di Live in molte città italiane oltre che nelle dimore fisse di ognuno dei componenti del team.
In questo periodo si forma il progetto Scumbenat , la fusione di 3 crew ragga e hh: Thug Team, Shotta p, Ghetto Eden.
Dopo l’uscita del disco arrivano un po’ di problemi che culminano con la sofferta espulsione di Weld Grira dall’Italia.
Intanto la mancanza di casa si faceva sentire e la voglia di tornare mi porta a scegliere la partenza da PG. Ovviamente il team resta a lavoro e infatti l’anno stesso pubblica uno street album insieme a Grand Agent e Liv Raynge venduto sia in Italia che in America da cui ne nasce un tour Italiano che tocca Rimini, Roma, Milano e Bologna. Nel 2006 si forma la southfam un collettivo che vede raggruppati i gruppi più attivi del Salento (Thug Team, Malaffare, Mani Pulite, Mas Mas, Illst).
Proprio da lì nasce l’idea di portare alla luce la formazione che prenderà il nome di S.U.D. La necessità di arrivare a un obbiettivo concreto con la musica mi spinge ad aprire la prima etichetta rap indipendente del salento la Sud Est Records con all’interno uno studio di registrazione professionale. L’ultimo lavoro e’ stato il mio disco solista, ”La Bella Italia” e oggi siamo qua.


Cisko - Negli anni passati si sentiva spesso parlare della “THUG TEAM”, e ora della “South Fam”.
Sono solo delle crew, dei progetti musicali con altra gente o c’è altro ?.
Aban - Il Thug Team era ed e’ tutt’ora una crew, anche se il modo di lavorare e’ cambiato ovviamente data la distanza dei componenti. Southfam invece e’ un collettivo di MCS, DJS e PRODUCERS appartenenti al Salento.
Questo collettivo racchiude all’interno varie crew che nonostante restino indipendenti tra loro si riuniscono in vari progetti per spingere costantemente il rap made in Salento.


Cisko - Venendo dal Salento, zona molto legata al reggae come mai hai scelto di dirigerti verso l’hip hop invece che su suoni più caldi o comunque che ricordano il sound Jamaicano? I primi live si fanno generalmente nella propria città ..hai avuto difficoltà a creare o trovare dei tuoi spazi a Lecce visto che è la città per certi versi puramente basata sulla dancehall?
Aban - Molti pensano erroneamente che il Salento sia solo Reggae…ma non e’ così.
L’hh ha avuto una forte presenza nel salento per buona parte degli anni 90, con gente che ha saputo segnare indelebilmente questa terra anche se pochi sono riusciti ad emergere a livello nazionale, come Gopher D per esempio.
Se devo essere sincero credo che non puoi scegliere consciamente che musica fare nella vita, ti viene istintivo farlo quando senti che quel particolare genere e’ il TUO genere. Così è stato per me con l’hh, quando ho sentito il primo pezzo ho sentito che era roba mia.
Se ripenso alle prime feste hh la difficoltà era solo dovuta al fatto di dover allestire masserie con sound consolle banchi frigo e birre… il resto era pura jam. Non c’era bisogno dell’artista famoso per fare buona musica, bastava un buoni dj e dei buoni MC's. La cosa che cmq rendeva il tutto più sentito era che il mic a metà festa veniva aperto a tutti gli mcs quindi ognuno si viveva la festa come un’occasione per mettersi alla prova. Non c’era ancora 8 mile ne il 2 the beat, quindi chi sceglieva di cantare non lo faceva certo per moda o con leggerezza e l’impegno sulla musica era diverso, non c’erano punchline o cose così, si esprimeva al mike il proprio modo di pensare, libero e senza filtri, di denuncia o di puro intrattenimento, ma sempre con stile.
Ai tempi pochi locali avevano interesse per questo genere, quindi preferivamo cercarci degli spazi magari più isolati dal centro ma che fossero gestiti autonomamente da noi. Oggi le cose non sono tanto cambiate a livello di spazi per suonare, la dance hall da fenomeno underground si e’ trasformato in un fenomeno più commerciale, tanto che moltissimi gestori hanno alzato le orecchie e nei locali dove magari non te lo saresti mai aspettato hanno cominciato a organizzare dance hall, ovviamente con l’unico intento di intascare un po’ di soldi. Quindi l’hh per ora non interessa ai gestori come può interessare il reggae. ( salvo rari casi).


Cisko - Nel 2007 decidi di fondare e gestire la SUD EST RECORDS prima etichetta indipendente del Salento, con sede a Lecce, anche quest'ultima fondata e gestita da te stesso. Ultimamente molti mc si stanno dirigendo verso le grandi etichette , con l’idea di poter avere una maggiore visibilità.
Tu invece hai deciso di andare controtendenza e di fondare una tua etichetta e studio di registrazione indipendente. Come mai hai voluto fare questa scelta ?
Aban - Credo fortemente nella musica indipendente. Al giorno d’oggi i casi in cui l’industria discografica favorisce l’artista sono rarissimi, poichè l’intento fondamentale e’ quello di guadagnare il più possibile nel tempo minore.
Il fatto e’ poi che ogni prodotto deve essere conforme alle leggi di mercato e deve attenersi a certi canoni in modo da risultare il più orecchiabile possibile per ogni tipologia di ascoltatore. Dal mio punto di vista quando faccio musica, la MIA musica, le regole le faccio io e non posso avere limiti alla mia espressione , oltretutto dettati da fredde leggi di mercato. Le grandi major enormi società gonfie di miliardi ormai decidono cosa dovrà piacere alla gente, spendendo milioni per la promozione di un disco tramite il bombardamento in radio, in televisione e oggi anche sulle suonerie. Tutto questo non da’ scampo magari a un bravissimo artista, fuori dai canoni commerciali imposti, di essere notato o di poter magari passare in radio anche solo una volta… a meno che ovviamente non abbia qualche bella botta in culo o centinaia di migliaia di euro da spendere per fare e mandare in televisione un video da classifica.


Cisko - Come detto prima, ci sono voluti circa 12 anni prima di poter ascoltare un disco solista di Aban , come mai tanto tempo e come mai questa decisione?
Cosa significa per te “La Bella Italia”?
Aban - Diciamo che finchè ho avuto la possibilità di collaborare costantemente e direttamente con il mio gruppo non avevo assolutamente bisogno di fare un percorso solista. Credo molto nel senso di appartenenza a un gruppo e per me l’importante e’ sempre stato pensare prima alla crew che a me stesso come artista singolo. Però dopo il rimpatrio di nizar e il ritorno a Lecce scrivere e produrre e’ diventato molto difficile e lento, non impossibile, ma lento. Io non ho mai smesso di scrivere lo faccio sempre, e’ qualcosa più forte di me, non scrivo con l’intenzione di fare un determinato tipo di pezzo io scrivo e basta poi i pezzi vengono da soli. Mi sono reso conto che andavo più veloce degli altri nella composizione e stavo accumulando molto materiale che non potevo tener fermo a fare la muffa. Oltretutto mi sentivo pronto per assumermi tutte le responsabilità di un disco solista che cmq e’ una cosa difficile rispetto a un album in gruppo visto che ci sei tu e basta e devi saper non annoiare, ma allo stesso tempo mantenere una linea guida.
La bella Italia rappresenta la cartolina vecchia e ingiallita che continuano a metterci davanti agli occhi, la nazione ricca d’arte e di storia , di cultura e modi eleganti , delle belle macchine e della bella gente, dove l’unico criminale si chiama sempre mafia e lo stato invece ha sempre ragione. Ma se scegli di guardare oltre la cartolina scoprirai tutto il marcio lo sporco la sofferenza e l’ingiustizia che nasconde quella vecchia immagine. Sta a te scegliere.
Io la mia scelta l’ho fatta mostrando l’Italia che vedo io, con i miei occhi, senza aver paura di schierarmi e di prendere posizione su determinati argomenti.
Sono uno di quelli ancora convinti che la musica serva non solo a ballare ma anche a comunicare qualcosa di importante,specialmente al giorno d’oggi dove l’informazione globale viene puntualmente manipolata a seconda dello schieramento politico o degli interessi personali.


Cisko - Con quali criteri decidi di scegliere e di scrivere su un beat rispetto ad un altro?In questo album hai scelto dei suoni SOUTH …
Ciò è dovuto alle tendenze musicali d’oltreoceano un po’ gang di questi ultimi anni o per dei gusti tuoi personali?
Aban - Premetto che sono cresciuto con i suoni del Queens quindi fondamentalmente fino al 2004 mi ha quasi sempre accompagnato il suono di NY , ma in seguito ho cominciato ad appassionarmi al south, scoprendo innanzitutto un panorama di artisti così vasto che mi sembrava quasi di aver scoperto un nuovo HH e poi i beat… mi hanno letteralmente rapito.
I bpm lenti e le batterie così articolate ti danno la possibilità di modellare la metrica in una maniera paurosa.


Cisko - Nel “La Bella Italia” ci sono diverse partecipazioni influenti della scena hip hop italiana… Club Dogo, Marracash, Co’ Sang, Noyz Narcos, com’è nata l’idea della loro partecipazione nell’album?
E’ dovuto per caso in base agli argomenti trattati oppure anche per altri motivi ?
Aban - E’ nata semplicemente in base al rapporto che abbiamo,mi piace collaborare con le persone che conosco,e fondamentalmente se con uno n non mi ci sono mai frequentato e non ho rapporto non riuscirei mai a scrivere. Tutti quelli che hanno partecipato al disco sono persone che frequento al di la’ della musica. Con Noyz la cosa e’ piu’ recente, ci siamo beccati l’anno scorso d’estate qua’ in salento, ci siamo fatti un paio di serate insieme e a livello personale abbiamo legato subito. Dopo il pezzo che abbiamo fatto sul suo ultimo tape mi e’ venuto istintivo chiedergli di fare una track insieme sul disco mio, che poi si e’ rivelata una delle bombe. Musicalmente abbiamo molti lati che ci distinguono nello stile e negli argomenti e molti altri che viaggiano all’unisono ,ma quando siamo su una traccia insieme la combinazione e’ perfetta.


Cisko - Conosco discretamente bene la zona del Salento prettamente come turista ma anche tutta la situazione del sud, provenendo anche io dalla cosìdetta “bassa Italia”.
Ho ascoltato spesso durante quest’estate “La Bella Italia” in particolare alcune tracks tra cui “L.E.C.CE.” o “SUD EST”.
C’è un sensazione di amore-odio verso questa città oppure mi sbaglio ?
Aban - Diciamo che e’ amore e basta. E’ proprio quell’amore che ti da’ la forza di sopportare tutto quello che non va’. Ci sono mille cose che complicano la vita, le relazioni e il modo di vivere , ma non e’ la citta’ che le crea e’ l’uomo.
Io mi sono limitato a descrivere quello che faccio e che vivo senza giudicare cos’e’ bene e cos’e’ male in questa zona , perche’ a volte la linea che separa questi 2 sentimenti e’ cosi’ sottile che non puoi dare un giudizio universale.


Cisko - Un’altra traccia davvero potente è “Uappi di Cartone”.
Una bella combo tra te e Flavio (Ghetto Eden) uno dei personaggi più tosti della scena ragga salentina.
Vuoi spiegare ai lettori di hiphop.it cosa sono e cosa intendi per “uappi di cartone”?
Aban - Questo pezzo e’ riferito un po’ all’atteggiamento generale che si e’ creato nella scena negli ultimi anni. Se 10 anni fa’ l’argomento piu’ stereotipato era fare le rime contro il fantomatico sucker, oggi e’ apparire gangsta.
Gli “scrausi” come si diceva ai tempi pensavano che per farsi accettare bastava avere i baggy la maglia figa il cappellino storto e fare yo yo, oggi invece si armano di rime criminali di racconti sulla loro vita piu’ gangsta di Montana. Li vedi con gli atteggiamenti da “cattivi” e gli sguardi fiacchi, convinti quasi che sia piu’ importante apparire cosi’ che avere stile al microfono. C’e’ molta arroganza rispetto a prima, e non solo nella musica ma nelle nuove generazioni. Prima si manteneva sempre una linea di rispetto con chi aveva piu’ esperienza o ti aveva insegnato qualcosa, oggi tutto questo non ha piu’ senso.
Ne ho visti parecchi “uscire per la prima volta di casa”, a livello musicale e non, e a tanti ho offerto il mio aiuto quando ne hanno avuto bisogno (come altri prima avevano fatto con me). Tanti di quelli oggi li vedo squadrarmi dalla testa ai piedi come se fossero dei re dopo 2 o 3 anni di gavetta, analizzano la mia musica come critici esperti, o addirittura si sentono chiamati in causa nei miei pezzi. Sono 12 anni che faccio sta roba e ancora oggi mi piace guardare la gente negli occhi , non dall’ alto al basso …ovviamente fin quando non solo loro i primi a farlo. Quello che faccio io e’ rap di strada, non gangsta rap. Io parlo di quello che vivo, di quello che ho attorno e per strada le cose vanno cosi’ e quello che scrivo nei miei testi non lo scrivo perche’ sono un criminale, lo scrivo perche’ vivo la strada , ci sto in mezzo come tutta la gente che mi circonda.
Il mio mondo e’ questo.


Cisko - “La Bella Italia” e ”Lettera a uno sbirro” sono sicuramente due tracce ben chiare agli ascoltatori.
Quali motivi, concetti e idee ti hanno spinto a scrivere 2 testi cosi maturi e critici?
Aban - Per quanto riguarda La Bella Italia e’ stato diciamo una cosa istintiva. E’ stato forse il disgusto o la rabbia verso un sistema di ingiustizia sotto gli occhi di tutti che ormai pero’ e’ stata legalizzata.
Non voglio entrare a fare un discorso politico quindi mi limito a dire che a me la politica italiana fa’ schifo e provo vergogna per come siamo messi.Che le cose non vanno bene ormai lo sanno tutti, che le famiglie non arrivano a fine mese lo sanno tutti, che i politici rubano lo sanno tutti, che il sistema sanitario e’ un incubo e’ cosa di tutti i giorni………… , ma che fanno i nostri politici?
Dove sono quelli che dovrebbero risolvere questi problemi?
La verita’ e’ non sanno farlo e se ne fottono proprio perche’ sono lontani anni luce da quelle sofferenze.Loro stanno la’, tranquilli, protetti nelle loro ville e auto blu con degli stipendi abnormi e delle spese scandalose che vengono pagate da quelle stesse famiglie che muoiono di fame pagandoli sotto forma di tasse. Io ringrazio Dio per non aver mai sofferto la fame, ma cio’ non significa che posso far finta di niente su una situazione che ci riguarda tutti, visto che solo noi possiamo cambiarla.
Per quanto riguarda Lettera a uno sbirro i motivi sono chiari e semplici.
Ho avuto dei problemi giudiziari nella mia vita, ( non parlo di contravvenzioni) e so’ sulla mia pelle cosa significa subire un abuso di potere, so bene cosa significa avere davanti chi puo’ fare di te cio’ che vuole tanto lui rappresenta cmq il bene. Ho vissuto molto da vicino i fatti descritti in quel pezzo semplicemente perché quando capita qualcosa di simile anche a te, ti senti legato a chi subisce e sono convinto che chi le ha passate ste cose sa bene di cosa parlo. Quindi fondamentalmente posso dire che non amo la polizia semplicemente perche’ se il sistema e’ marcio, contamina anche l’uomo che ne fa’ parte, per quanto lui comunque cerchi di essere corretto.
Quando mori’ Aldrovandi lessi per puro caso la prima lettera che publico’ la madre di Federico e non riusci’ a non piangere. Rivedevo mia madre in tutto quel dolore e quella sofferenza con la differenza che io sono qui’ vivo, ma ogni giorno potrei essere (io come ognuno di voi) un potenziale Federico o un potenziale Aldro e la cosa che mi ammazzerebbe 2 volte e’ che “non c’e’ mai la galera quando la divisa spara”.


Cisko - Quando ascolti o pensi al primo pezzo che hai scritto e magari registrato e ad ora che hai uno studio di registrazione e un cd tutto tuo quali pensieri ti vengono in mente?
Aban - Mi viene da ridere , eheheh.
Il primo pezzo che ho registrato l’ho registrato in maniera piu’ che artigianale.
Su un mic da conversazione per pc e sulla scheda audio interna e anche seduto alla scrivania visto che non avevamo manco l’asta.


Cisko - Un mc una volta ha detto : Chi davvero spaccia o ha a che fare con storie losche di cui tu comunque ne evidenzi solo le situazioni se pur per la maggior parte da esterno, di certo non lo scrive nei suoi testi.
Tu cosa ne pensi ?
Aban - Posso dirti che io dal mio punto di vista, ho imparato a farmi i cazzi miei.
Poi magari ci puo’ essere anche quello che se ne sbatte e si sputtana tutti i suoi movimenti sui pezzi rap…. ma non penso che durerebbe molto se le storie sono di un certo spessore. Poi in sincerità se prima potevo condividere questo anonimo mc, oggi non me ne frega un cazzo , penso per me.


Cisko - Hai in programma degli show o altri progetti a breve con la South Fam?
In pratica dove ti possiamo venire a trovare ?
Aban - Si ci saranno un po’ di live molto presto , sia nel salento che in giro in italia, ovviamente per chi volesse contattarmi o avere news puo’ visitare www.myspace.com/765aban o puo’ scrivere info@sudestrecords.com


Cisko - Domanda di routine …Esprimi un tuo pensiero sul rap , cosa ti ha dato e cosa speri che ancora ti dia ?
Aban - Mi ha dato la mia strada e mi ha cresciuto per tanti versi. Spero che continui a darmi quello che mi ha sempre dato, forza , rispetto e consapevolezza.

Cisko - Ringraziamenti se hai voglia…
Aban - Thug Team , South Fam, Shotta P, Dano, Diego, Carlo, Mirco, Killa, Dna, Ghetto Eden, Lil Ma,Basement, Antonio e Flavio Propa, Enrico e tutti i supporter dal Salento fino a ogni altra città che ogni giorno mi fanno sentire il loro calore.


Non ho mai avuto l’occasione di poter parlare e fare domande a Aban ..ho dei cd, l’avevo ascoltato qualche volta in qualche live, alcune volte mi era sembrato un po’ “esaltato” ma devo davvero ricredermi.
Devo dire di essere rimasto molto soddisfatto della carica, della passione e della “fotta” che trasmette nello scrivere e nel spiegare le cose come stanno, come le vede lui, punti che per la maggior parte delle volte condivido pienamente.
Questa è “La Bella Italia”…il cd non è una forma di patriottismo ma un’Italia di cui tutti ne facciamo parte e in cui tutti sappiamo quali sono i nostri diritti e cosa c’è di marcio attorno a noi… è inutile far finta di nulla.

Ringrazio di cuore Aban, per la disponibilità e Antonio (Propapromoz) nonostante i vari disguidi, alla fine siamo riusciti a poter fare questa chiacchierata multimediale.


Grazie.

Per tutte le info e per sapere o ascoltare preview del “ La Bella Italia”..
www.myspace.com/765aban
o puo’ scrivere info@sudestrecords.com


 
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