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E' da pochi giorni fuori "La sesta lettera", album di esordio di Fionder, uno dei più promettenti artisti hip hop della scena pugliese.
Prima di presentare l'interview vorrei dare una piccola introduzione per chi non conosce perfettamente o non ne ha mai sentito parlare di questo ragazzo:
Fionder inizia nel '97 grazie a una sana passione per la black music, scrivendo rime e abbozzando murate qua e la con i pochi mezzi a disposizione. Dà vita a un gruppo musicale dal nome Manzoteam, crew tra le più produttive dell'hinterland barese. Produce un omonima demo con cui vince nel 2002 a Livorno un contest indetto dalla Zulu Nation Italy (credo che non esista più). Coproduce un tape che avrà moltissimo riscontro in Puglia dal titolo Cazz L'Riz Cu Cul e partecipa per mesi a varie compile italiane dal discutibile valore. Nel 2002 all’età di 20 anni è costretto a interrompere la sua passione per gravissimi problemi di salute. Passano gli anni , migliora e finalmente nel 2006 si mette in proprio e inizia a dedicarsi anche alle produzioni musicali. Fionder ha prodotto, rappato e registrato questo suo intensissimo lavoro, avvalendosi della collaborazione di figure cardini della scena della sua città e non solo,personaggi come dj Argento, dj Danko, The Name, GrannySmith del gruppo barese SottoTorchio.
C: Raccontaci un pò chi era e chi è ora Fionder . F: Credo che Fionder, nel bene e nel male, sia sempre stato lo stesso, e credo che questa ormai sia una prerogativa lampante per chi lo conosce da vicino. Certo, rispetto ad anni fa, ne è passata di acqua sotto i ponti, e Fionder è sicuramente maturato sia da un punto di vista umano che artistico, riuscendo a forgiare una sua identità ben precisa facilmente riconoscibile. Ciò che lo ha reso sicuramente diverso rispetto ad anni fa è probabilmente stata la voglia di percorrere un cammino spirituale teso al miglioramento interiore. Quando non riusciamo più a viverci la vita in maniera semplice e naturale o si tende all’autocritica o si tende a proiettare sugli altri i propri disagi, e devo dire con onestà che Fionder, in quanto uomo e artista, ha sempre cercato di percorrere la prima via.
C: Qual è il significato del tuo nickname. F: E’ più semplice di quanto si pensi. Il mio nome è sempre stato Fionda, dalla fionda di Davide. Col passare degli anni però non mi convincevano più le lettere nel tag, tutto questo nello stesso periodo in cui mi avvicinavo a Freud e alla tesi sul termine tedesco Herr (Signore). Va da sé che lo troncai e lo unii al termine Fionda per formare la parola Signor Fionda, riuscendo a lasciare quasi intatta la pronuncia.
C: Cosa ti ha portato alla scelta del titolo "La sesta lettera"?..ho contato le lettere e "la sesta lettera"..è la "F" ..sta semplicemente per Fionder o è solo un caso? F: Qui dovrei linkarti l’intervista rilasciata a Basement…ma è un piacere ribadire che, tempo fa, cercando nel mondo mediorientale, rimasi colpito dalla valenza e dal significato delle singole lettere nell’alfabeto ebraico, un po’ un punto di incontro tra gli alfabeti cuneiformi e quelli moderni. Cogliendo il valore e il significato della sesta lettera di quell’alfabeto non ho fatto altro che abbinarli alla prima lettera del mio nome.
C: Sò che prima giravi con Tai-Otoshi, e con la ‘7 Peccati’.. poi cos'è successo ? F: Diciamo che tutto fa il suo corso e i rapporti d’amicizia non sono un’eccezione. La situazione non è del tutto negativa e con parte di queste persone c’è ancora un minimo di dialogo e rapporto, mentre, per quanto riguarda il rapporto lavorativo, la situazione è un po’ diversa e complicata. Cambiano le persone così come cambia la loro vita, ma ciò che mi gratifica è che, nonostante tutto, cerco di tenere lontano il rancore, e d’altronde sono state troppe le lezioni sul Panta Rei a cui ho assistito e da cui credo di aver attinto.
C: Ascoltando le tracks del tuo cd mi sono reso conto che quando scrivi alcune volte sei crudo nell'esprimerti,ma mai freddo e aggressivo, usi termini volgari ma allo stesso tempo esponi i concetti in modo, oserei dire, quasi poetico. Il tuo scrivere è autobiografico e narrativo. Parli del mondo delle situazioni della vita,e tu ci sei dentro,sembri quasi un'artista di strada,che vive, osserva e descrive a modo suo le emozioni...ti ritieni tale? F: Ti ringrazio davvero per queste parole e devo dirti che mi lusinga essere dipinto in questo modo, non lo nascondo. Tuttavia non vorrei peccare di falsa modestia nel dirti che per me viene naturale fare ciò che faccio e dire ciò che dico, questo, in parole povere, è il modo in cui sono venuto su grazie ai miei genitori. Nel bene e nel male. Vivo nello spirito di chi sente il bisogno di recriminare la mancanza di giustizia lì dove manca, usando più l’arma dell’indignazione che quella del cinismo. E’ vero che non me la vivo bene ma è anche vero che, più che piangermi addosso, la mia vuole essere una sorta di testimonianza. Una testimonianza lontana dal classico gioco di chi gareggia a chi sta messo peggio e più vicina alla cronaca quotidiana. Ci sono dentro e non posso che parlare di questo, senza pretendere di fare di tutto ciò un motivo di vanto.
C: Parli di cammino spirituale teso al miglioramento interiore,..nel cd nomini più di una volta Dio ...Fionder è un persoggio con influenze filo-religiose ? F: Se parliamo di religione come stato interiore e non dei dogmi che una data confessione impone, senza ombra di dubbio Fionder ha ricevuto, nel corso degli anni, influenze religiose. Come chiunque altro ha il suo rapporto personale con Dio fatto di alti e bassi e certamente, visto il luogo di nascita e l'educazione ricevuta, la sua religione di riferimento resta quella cattolica-cristiana, senza ignorare l'importanza delle altre principali religioni monoteiste. Qualunque religione, infatti, tende al miglioramento individuale come a quello collettivo. Credo sia questa la base di partenza per chiunque voglia approcciarsi a se stessi, al prossimo e magari ad un'entità superiore. Fionder-personaggio altro non fa che riferire nei suoi testi, assieme a tutto il suo vissuto, le invocazioni a Dio di Fionder-persona.
C: Alcune domande personali che mi incuriosiscono. Nel cd sento spesso nominare il numero 167 ..cos'è la 167 ? e chi è Tenda? F: La n°167 è una legge degli anni sessanta che spingeva i comuni verso la costruzione di vaste aree di edilizia popolare. Qui a Bari è più facile sentire il nome “167” che “quartiere popolare” e non so se per una sorta di vergogna o se per un’abitudine volgare quasi cinquantennale. Per quanto riguarda Tenda possiamo dire che è un fratello acquisito negli anni, una persona a cui devo molto e a cui deve moltissimo anche il mio lavoro. E’ parte integrante della mia famiglia.
C: Domanda di rituale..Con quale criterio hai scelto le collaborazioni e i beat . F: Credo di non aver mai cercato collaborazioni ma piuttosto penso che siano venute da sè con le persone a me più vicine. Il tutto con una naturalezza disarmante. Per i beat il discorso è un attimo differente, dato che per la prima volta nella mia vita li producevo mentre ci scrivevo sopra. Un’esperienza bellissima anche se spossante, difatti, c’è più di un pezzo in cui la produzione musicale, la scrittura del testo e la registrazione sono avvenute tutte nell’arco di una giornata. Per tornare alla domanda, infine, non mento se dico che il criterio usato nella scelta è quello della narrabilità del sample, sceglievo cosa scrivere partendo dal pezzo originale da campionare e iniziavo a scriverci in quel momento.
C: Se penso a Bari mi viene in mente Lino Banfi ,i negozi in via Sparano e corso Vittorio Emanuele, al lungo mare. Ne”la sesta lettera” nomini spesso Bari e il modo di vivere delle persone all’interno,addirittura dedichi una pezzo a questa città evidenziando però situazioni che non centrano nulla con i ricordi che ho io . Sei attaccato a Bari..la tua città. F: Bari è un mondo a sè, fatto di brutture e di angoli di paradiso. Ciò che penso sia innegabile per i baresi è la voglia di apparire più belli, più ricchi ma sopratutto persone migliori. Il barese con lo straniero da sempre il meglio di se e se penso a questo non posso che portare con me, fino alla morte, l’aspetto positivo della mia gente. Gente dai mille lati negativi, ma dal cuore semplice. Nonostante tutto amo la mia città.
C: Com'è la scena a Bari e dintorni. F: Credo che nei prossimi tempi ci si renderà conto da vicino di quanto fermento ci sia da queste parti e soprattutto di quanto il livello del rap a Bari sia cresciuto. Permettimi di citare gente come Comma&Shogun, Dj Danko, Kelevra, Morioka, Sacra Sindrome e Sottotorchio in uscita con i loro rispettivi album. Dei gran prodotti a mio avviso e sicuramente tra le migliori novità in assoluto.
C: Come vedi l'hip hop in Italia e ti senti parte di esso o solo di una certa cerchia. F: L’hip hop italiano lo ritengo talmente marcio che credo siamo una delle ultime nazioni in quanto a qualità delle uscite. Non so il perché, o forse mi rifiuto di saperlo, ma sta di fatto che il resto dei paesi europei ha una marcia in più. Gratifica sentire roba nuova di un certo livello, ma per me è ancora troppo poco, ragion per cui cerco e ho sempre cercato di tirarmi fuori dal suono standard che diventa inascoltabile dopo solo due stagioni. Se, attualmente, un’artista X americano risulta vecchio dopo 2 anni, figuriamoci la scopiazzatura malriuscita.
C: Cosa sta ascoltando Fionder in questo periodo? F: In questo periodo sono in fissa con The True Meaning di Cormega che ritengo un king assoluto mentre fuori dall’hiphop sto facendo scorpacciate di rock progressive elettronico giapponese e dell’est europeo anni settanta e ottanta. Sembrerò scontato ma non mi vergogno nel dire che la roba degli ultimi anni ha fatto sì che mi allontanassi dall’ascolto dell’Hip Hop.
C: Tanti mc dell'underground autoproducono il loro demo , il loro cd,la maggior parte dicono per esigenza personale ,altri per dimostrare e dare “contributo alla scena” ,ma fatto il primo cd poi smettono , vuoi per i costi di produzione ,vuoi perché non riscuotono il successo che magari speravano di ottenere.“La sesta lettera” è un cd autoprodotto che a mio parere dovrebbe essere davvero tanto considerato ed apprezzato non solo per il lavoro che c'è dietro,ma sopratutto per l’amore che c’è dentro. Perché hai deciso di farlo uscire…avevi realmente qualcosa di dire e da far sapere agli altri oppure è semplicemente un percorso obbligato in cui anche tu ti sei trovato ad intraprendere. F: Innanzitutto grazie per la considerazione, è una dimensione a me non consona. Per prima cosa ti svelo che questo lavoro è frutto di idee, emozioni e sensazioni antiche. Parte delle idee che ci sono all’interno sono state maturate qualche tempo prima per un precedente progetto mai portato a termine, mentre il resto l’ho vissuto in presa diretta. Quello che posso dire è che, per un motivo o per l’altro, mi sono ritrovato con più di dieci anni di esperienza alle spalle senza essere riuscito a lasciare qualcosa di realmente tangibile. Vuoi i miei problemi di salute, vuoi i contrattempi della vita era un peso incredibile sulla mia coscienza. In più, se ci metti la pressione della gente che ti sta accanto, e che per fortuna crede in te, il gioco è fatto. Questo album è frutto mio tanto quanto della gente che amo.
C: Hai in cantiere altri progetti ,lavori,collaborazioni. F: A dire il vero ho messo tutto nel congelatore, ed eccezion fatta per qualche collaborazione con la gente a me vicina, sto prendendo un po’ di fiato. Devo focalizzare bene quello che ho appena fatto per capire e sapere quello che farò in futuro.
C: Se c'è qualcosa che non ti ho chiesto e che magari vuoi dire ,questo spazio è tutto tuo. F: Come nei migliori quiz a premi televisivi vorrei salutare quello che per me è, al momento, uno dei migliori beatmaker italiani, The Name, che la fortuna ha voluto collaborasse su “La Sesta Lettera”, Dj Argento che ha trasformato un tape in un disco a tutti gli effetti e per finire la mia ragazza, Silvia Nasten’ka Costanzo, artefice della fotografia e di un interludio nel disco stesso, una compagna di vita a tutti gli effetti. La ringrazio infinitamente per la pazienza e la disponibilità che dimostra giorno dopo giorno.
Spero che quest’ultima domanda non venga troncata per questioni di spazio ;)))
Un abbraccio, Gigi.
p.s.: spero di poterti incontrare di persona e magari di berci una bella Peroni gran riserva insieme!!!
Cisko: La birra è la mia debolezza …ci sta sempre, grande Fionder!!
Per informazioni e contatti: http://www.myspace.com/telefunkerproductionz fionder1@hotmail.com