PROCLAMA:

Il progetto 'Arte da rubare' era nato per coniugare diverse esigenze con cui mi sono scontrato, innanzitutto avere la possibilià di produrre idee senza essere limitato dallo spazio in cui collocare le opere che realizzavo.

Trasformare la città in un territorio familiare dove riconoscere il proprio segno ed il proprio passaggio; retaggio della mia prcedente esperienza nel writing.

Le opere abbandonate al proprio destino in strada, non sono vincolate in alcun modo dal contesto in cui verranno poste, cosa che invece può divenire un limite per l'artista nella scelta delle forme e dei colori, quando l'opera và collocata in un contesto classico. Per intenderci colori troppo acidi e sgargianti, potrebbero risultare fastidiosi se si pone la tela in casa, mentre possiamo fregarcene se la tela viene collocata in strada.

Altro aspetto positivo è il rapporto diretto col pubblico. Un pubblico vasto ed eterogeneo, rispetto ad una normale mostra.

E' curioso sentirne pareri ed impressioni anche semplicemente fermandosi nei pressi dell'opera senza avvertirli di esserne l'autore, è una sorta di voyeurismo, nei confronti di visitatori privi di pregiudizi rispetto al pubblico di una mostra.

Inoltre non è importante il soggetto o l'accuratezza dell'opera, la cosa importante è l'impatto e anche la collocazione ed il contesto in cui è stata lasciata.
Per queste opere ho usato in maggior parte la tecnica degli mascherine o 'stencil'; facili da riprodurre permettono una serializzazione delle tele, anche lasciando la possibilità di eseguire variazioni sullo stesso tema. Le mascherine inoltre, una volta realizzate possono essere usate su parecchie opere e permettono di realizzare facilmente un gran numero di tele, senza curarsi che le tele verranno poi buttate o rubate nella migliore delle ipotesi.

Ai più potrà sembrare assurdo impegnarsi nel fare qualcosa che è destinato a durare poco. In realtà la stessa sorte la subiscono molte forme di espressione di strada destinate ad una breve esistenza, nonostante l'impegno economico e il lavoro richiesto per la realizzazione.

Le superfici dipinte che prima ho chiamato tele, sono in realtà pannelli di vario genere, perlopiù truciolato rivestito di formica, abbandonati in discariche abusive ai margini della strada. Quale miglior sorte.

Questo esperimento è stato un successo, dato che ho ricevuto varie mail entusiaste, ed ho conosciuto personalmente i "ladri" delle mie opere, è stata un'esperienza stimolante.